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Cavani, Lavezzi e Hamsik. Per tanto tempo conosciuto come il "Tridente delle Meraviglie"
Napoli in affanno: un fatto di mentalità. Quella napoletana è una piazza difficile, estremamente esigente, ricca di stimoli e pressioni interne ed esterne. Al di là delle doti tecniche e fisiche, l'aspetto caratteriale, il temperamento, l'attitudine a gestire pressioni, sono elementi determinanti per l'affermazione di un calciatore che veste la maglia azzurra. Gente del calibro di Iuliano, Krol,Bruscolotti e Maradona hanno dimostrato di poter fare la differenza all'interno dello spogliatoio. Nella rosa attuale, tecnicamente forte e completa, probabilmente l'assenza di un vero leader potrebbe essere una delle cause della discontinuità degli ultimi anni.
Il termine leadership proviene dal verbo TO LEAD, e vuol dire, dirigere, condurre e quindi indica la capacità di saper guidare un gruppo di persone al fine di raggiungere un obiettivo. Un leader deve essere capace di migliorare il clima lavorativo, stimolare le potenzialità del gruppo e creare unione di intenti. D'altronde per raggiungere grandi risultati, ogni azienda si affida a manager con spiccate doti di leadership capaci di trarre il meglio dal proprio team di lavoro.
Tuttavia nel recente passato si sono avvicendati uomini come Paolo Cannavaro, Lavezzi, Hamsik, Cavani, Pepe Reina,Albiol e Higuain. Ognuno a modo suo ha mostrato un grande senso di appartenenza ed ha provato a dare un contributo significativo alla crescita del gruppo e dei risultati della squadra. Anche in panchina, Donadoni a parte, il presidente invece ha ingaggiato sempre tecnici che nel loro dna avevano una buona dose di leadership. Reja, Mazzarri, Benitez, Sarri, Ancelotti e Gattuso, uguali e diversi hanno mostrato in più occasioni di saper coordinare e dirigere con personalità gruppi di lavoro non sempre facili da gestire.
Ma per quanto possa essere utile avere un allenatore leader, in campo ci vanno i calciatori. Dries Mertens e Lorenzo Insigne senza dubbio sono da considerare tra gli uomini più carismatici della rosa attuale. Tuttavia, non sembrano poter essere considerati fino in fondo dei veri leader capaci di poter guidare la squadra nei momenti di difficoltà. Potrebbe essere utile implementare la rosa con elementi di esperienza e temperamento capaci di condividere con il gruppo il concetto di mentalità vincente.
“Il vero leader non è il più forte o il più bravo, ma è quello che aiuta gli altri ad essere più forti e più bravi.” Massimo Proietti
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