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Careca: “Giusto investire su Conte, ridarebbe al Napoli una qualità che aveva il mio”

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Una lunga chiacchierata viaggiando tra il passato, il presente ed il futuro del club partenopeo
Alex Iozzi

Antonio Careca, ex calciatore brasiliano - nonché vecchia conoscenza azzurra -, si è concesso - a margine dell'evento "Eroi del Calcio" tenutosi ad Agropoli, durante il quale ha ricevuto l'annuale Premio Margiotta dall'Unione Stampa Sportiva Italiana - per un'intervista ai microfoni de' Il Corriere del Mezzogiorno.

"Più forte la coppia Maradona-Careca oppure Osimhen-Kvaratskhelia? Ecco la mia risposta", le parole di Careca al CdM

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Di seguito quanto dichiarato:

C'è un gol che Antonio Careca si ricorda più degli altri nel suo percorso napoletano?

"Il raddoppio contro lo Stoccarda al Neckarstadion ci spianò la strada per la conquista della Coppa Uefa. In quella stagione segnavo continuamente, non mi fermavo mai".


Con Maradona siete stati la coppia migliore nella storia del club?

"Penso proprio di sì, ci completavamo. Diego giostrava con la sua infinita qualità, io andavo in profondità per colpire. In azzurro, come noi nessuno mai".

Eppure lei dal Brasile doveva andare al Torino.

"Lì c'era Leo Junior che fece il mio nome. Se Luciano Moggi non fosse venuto a Napoli, io sarei stato un giocatore granata certamente. Lui m'individuò prima per il Toro e poi per il Napoli".

Che idea si è fatto sulla sua ex squadra?

"Precipitata nello spirito. Ha chiuso un ciclo. Sì, perché il ciclo può durare anche un paio di anni solamente".

Quali le lacune?

"I nuovi arrivati non hanno fornito il contributo atteso. È andato via Spalletti, ci sono stati diversi infortunati. Una combinazione di elementi negativi ha portato al crollo".

Quindi ora cosa bisogna fare?

"De Laurentiis non può più sbagliare. Ha una responsabilità grande. Bisogna trovare l'uomo giusto per la panchina e conoscere il sentimento generale dei tifosi che vogliono una squadra ambiziosa".

Antonio Conte oggi è la soluzione più credibile?

"È giusto che s'investa su un nome come il suo. È uno che sa come si vince, cresciuto in un grande club come la Juventus che ha vinto tanto ed è stato capace di confermarsi a Milano 3 anni fa con l'Inter. Bisogna capire il portafogli che aprirà De Laurentiis quale sarà...".

C'è una bella differenza tra Maradona e Careca con Kvara ed Osimhen?

"Parliamo di epoche diverse. Ballano 40 anni tra gli uni e gli altri. Il calcio è completamente cambiato nella percezione, nei livelli tecnici, nelle strutture fisiche e negli allenamenti. Sono molto bravi anche loro, altrimenti non avrebbero vinto uno Scudetto a distanza di 33 anni dal nostro titolo meritatissimo".

Dopo l'addio di Calzona a giugno, l'altra certezza è che Osimhen andrà via.

"Non si può mai dire finché non succede. Anche gli anni scorsi avrebbe dovuto lasciare ed invece è rimasto. Certo è che deve stare bene se vuole restare: nessun capriccio. Se andrà via sarà un grande affare per il Napoli che con quei soldi potrà comprare almeno un paio di top player".

Lei è un talent scout: ha un nome di un bomber da suggerire a De Laurentiis?

"Non sono purtroppo nel suo staff e quindi non mi permetto di dare consigli".

Beh, sì orienterebbe più su un attaccante europeo o su un sudamericano?

"Sceglierei uno forte a prescindere dalla sua terra d'origine. Uno che sappia fare il leader con i suoi gol, uno più carismatico. Osimhen era africano fino a prova contraria".

Tra poche ore Napoli-Roma.

"E al Maradona so che ci sarà di nuovo il tutto esaurito. Fallire ancora urterebbe in modo irreversibile la fiducia dei tifosi che hanno evidentemente capito il momento di difficoltà".

Perché reclama il carisma?

"Perché oggi questa squadra non ha quel cuore che invece avevamo noi...".

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