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Mi è sembrato di sentire un rumore! (Era il Napoli, ma anche quello dei nemici)

napoli inter
Tra la canzone della Carrà e la frase di Mourinho: la parola chiave della sfida con l'Inter è "rumore"
Giovanni Frezzetti
Giovanni Frezzetti Caporedattore 

Mi è sembrato di sentire un rumore: quello forte, come il ritmo della canzone della Carrà, era il Napoli che a tambur battente ha stordito l’Inter. Una partita in cui avrebbe meritato sicuramente di vincere la squadra di Antonio Conte: a fine gara tutti in piedi sul divano ad applaudire i calciatori e il gioco degli azzurri. Il rumore, però, non è solo quello del brano della Raffa ma anche quello citato 16 anni fa da José Mourinho.

Mi è sembrato di sentire un rumore! (Era il Napoli, ma anche quello dei nemici)

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"Ho espresso un'opinione da uomo libero in un Paese libero, e subito ho sentito il rumore dei nemici", era il 2009 quando il tecnico portoghese pronunciò queste parole. Poi anni dopo aggiunse: "Il rumore dei nemici, che poi piangevano, era bellissimo: era più forte il tremore del rumore". Proprio la sua Inter contro il Napoli ha fatto lo stesso: ha tremato durante la partita, ha pianto a fine gara. Rumore è la parola chiave di questa partita: sì, quello dei nemici ma anche quello che ha fatto il Napoli durante la partita (Questa volta il telecronista DAZN non ha detto "boom boom boom" come fece per la cara Atalanta). La squadra di Conte ha dominato dal primo al novantesimo minuto e solo su un calcio da fermo l'Inter poteva trovare il gol. Un primo tempo in cui il Napoli ha messo le cose in chiaro: per lo scudetto noi ci siamo fino all'ultima partita, poi vincerà il migliore (forse). Ebbene sì, quegli episodi arbitrali dubbi e controversi fanno pensar male. Un rigore netto non dato agli azzurri che non si sono scomposti e hanno meritatamente pareggiato. Quel piantino finale di Inzaghi (eccolo che fa rumore) però spaventa ancora di più: che sia il preludio di una richiesta di aiuto?


Intanto il Napoli ha dimostrato grinta e carattere e dopo il gol non si è minimamente scomposto dopo un meritato svantaggio: anzi, ha addirittura aumentato la sua intensità e avrebbe meritato il pari già nel primo tempo. Nella ripresa, poi, un dominio assoluto: 70% di possesso palla nei primi 15 minuti (e un dominio poi anche nelle statistiche generali). Insomma, le scelte di Conte in emergenza totale hanno sortito i loro effetti, compresa quella del doppio play con Gilmour e Lobotka che si è aggiudicato anche l'MVP della gara. E allora cosa possiamo rimproverare al cammino di questo Napoli? Assolutamente nulla. Certo, qualche passaggio a vuoto c'è stato (vedi Como) e le critiche erano anche meritate: poi però ti ricordi che le altre hanno gli squadroni e tanti debiti e ti ricordi perché sei tifoso del Napoli. Il rumore è poi anche quello dei tifosi che sono stati fantastici: hanno spinto la squadra per tutta la gara e in ogni momento, proprio quello che serviva. E ora testa alta e guardare avanti: ancora con quel rumore del tamburo che emette il gioco del Napoli, ancora contro tutto e tutti e quel rumore dei nemici che è solo una zanzara fastidiosa all'orecchio che a fine stagione potrà essere schiacciata con grande soddisfazione.

A cura di Giovanni Frezzetti

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