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editoriali

Non è mica da questi “particolari” che si giudica un giocatore

Giuseppe Ferrara

Alex Meret, l'uomo del futuro che ha dimostrato le sue qualità troppo raramente

L'arrivo di Meret a Napoli fu una delle più grandi dimostrazioni che la società avesse dato sul fronte giovani. Dopo anni grandiosi alla Spal, il giovane portiere risultava pronto ad un palcoscenico importante. Il patron azzurro De Laurentiis non si fece attendere, sferrando il colpo decisivo assicurandosi così le prestazioni dell'estremo difensore. Alla corte del Vesuvio però ci sarà sempre un po' di amarezza per ciò che poteva essere e non è stato.

Meret, l'importanza di reagire

Parlare ancora di potenzialità riguardo all'ex Udinese in un periodo del genere viene difficile: l'errore di Empoli l'ha reso obiettivo dei tifosi partenopei, che non gli hanno perdonato l'errore al Castellani e forse non lo faranno mai. L'estremo difensore del Napoli però raramente aveva abituato i propri compagni a pasticci del genere. Va ricordato che tutt'oggi fa parte dei migliori portieri italiani in circolazione. Questo è un fatto che resta, nonostante l'errore evidente. Tutto sommato la carriera di un calciatore è composta da momenti alti e bassi. Non tutto potrà essere sempre rose e fiori perché le difficoltà fanno parte del percorso, nel calcio come nella vita. Meret lo sa bene. Ciò detto, le complicazioni sembrano opprimerlo anno dopo anno, anche quando i tempi sembrano maturi: la "papera" di domenica ancora una volta lo condanna perché poco giustificabile, ma solo reagendo può essere in grado di dimostrare ancora le proprie qualità.

Non colpire ma come resistere ai colpi

Un buon osservatore di calcio ha bisogno di poche occhiate per comprendere le qualità di Meret. Proprio come fece De Laurentriis quando decise di acquistarlo a titolo definitivo dall'Udinese. C'era tanta incertezza su quale potesse essere il suo impatto in un grande club. La nota dolente è che questo tipo di domanda continua ad esserci tutt'oggi. L'estremo difensore da quando è arrivato a Napoli è sempre stato vicino al proprio massimo senza mai raggiungerlo, tra infortuni e - alcune - cattive prestazioni che di sicuro non hanno fatto palesare le sue doti. Da sempre, si sottolinea che un portiere abbia bisogno di tanto spazio a sua disposizione e di continuità, proprio ciò che Alex non ha mai avuto. Anzi, da grande promessa a sostituto il passo è stato davvero breve, e il susseguirsi di panchine in Serie A di certo non è stato il rimedio migliore.

Da Gattuso ad Ancelotti fino ad arrivare a Spalletti, i tecnici gli hanno sempre preferito Ospina. Forse allora l'errore di Empoli va interpretato in questa direzione: Meret ha svolto da sempre il ruolo di  secondo e tutto ciò ha compromesso la sua forma fisica e mentale. Va sottolineato che il portiere ha sempre fatto emergere un carattere sensibile, che magari raramente è stato capito o sostenuto. Tant'è che basta ripensare al suo volto dopo il fischio finale dell'arbitro nel weekend appena trascorso. La storia di Meret ci insegna che nella vita comune ognuno di noi ha bisogno di sapere che ci sia qualcuno che crede in ciò che facciamo. Qualità a parte, la mancanza di fiducia riuscirà sempre a prevalere in qualche modo sulle doti di cui ognuno di noi può vantarsi.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA di Giuseppe Ferrara