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I tre motivi per cui bisogna essere felici del Napoli di Conte (al di là del sogno scudetto)

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Le critiche al gioco, a Lukaku, al mancato rinnovo di Kvara, sono aria fritta: ecco perché bisogna amare il lavoro fatto fino ad oggi
Giovanni Frezzetti
Giovanni Frezzetti Caporedattore 

Il Napoli guida il folto gruppone della Serie A: sei squadre in due punti, un evento mai verificatosi a questo punto della stagione. Il dato evidenzia quanto sia equilibrato il campionato italiano in cui tutti possono dire la loro per il sogno scudetto. Ma mettendo da parte la classifica, quanto mugugno di troppo c'è stato in questo giorni. Il rendimento di Lukaku, il rinnovo di Kvara e un gioco poco spumeggiante, sono stati i tre argomenti principali delle critiche mosse al Napoli e a Conte. Qualcuno è ingeneroso, nonostante su questi tre argomenti un fondo di verità ci sia: ma, invece, quali sono i tre motivi per cui bisogna essere felici del Napoli di Conte (al di là del sogno scudetto)?

I tre motivi per cui bisogna essere felici del Napoli di Conte

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Sicuramente c'è da essere felici per questo primato inaspettato: anche se la classifica è corta, il Napoli è lì in vetta dopo un mini-ciclo terribile contro Milan, Atalanta e Inter in 10 giorni. Un solo neo, la gara con la Dea: poi due sfide a San Siro con il coltello tra i denti, proprio come vuole Antonio Conte. Insomma, è presto per il sogno scudetto, ma sicuramente c'è da sorridere visto che il Napoli è pienamente in linea con gli obiettivi stagionali: essere nelle prime 4. Il progetto scelto dal tecnico è il secondo motivo di cui essere felici: in rosa c'è il giusto mix tra giovani e big e tantissimi calciatori hanno ampi margini di crescita. Inoltre, il mister ha grande attrattiva: i giocatori sono pronti a scegliere Napoli perché hanno una garanzia in panchina. Siamo solo agli inizi e tra le "riserve" il Napoli può vantare calciatori della caratura di Neres e Gilmour: questo fa capire quanto sia ambizioso questo progetto e quanto il mister riesca nell'intento di convincere i calciatori a scegliere Napoli. E proprio l'armonia ritrovata nello spogliatoio rappresenta il terzo punto. Dall'esterno, sembra essere tornati agli anni di Spalletti gettando alle spalle una stagione tormentata come quella scorsa in cui, oltre al risultato sportivo, sembrava essere esplosa una "bomba" a Castel Volturno (il caso Di Lorenzo ne è un esempio ndr). Questa nuova atmosfera è fondamentale per costruire qualcosa di grande e tutti in città la respirano: lo si vede con il ritorno dei tifosi all'esterno del centro sportivo e con la disponibilità di calciatori e staff tecnico a firmare autografi e scattare foto. Insomma, basta con le critichette da quattro soldi finché questi tre punti di forza saranno presenti nell'ambiente Napoli bisognerà solo amare Conte e il suo lavoro. Si mantenga la calma e si vada dritti per il percorso intrapreso: poi solo a maggio scopriremo se avverrà il miracolo o se bisognerà "accontentarsi" di un ritorno in Champions che getterà comunque le basi per un progetto ambizioso e vincente.


A cura di Giovanni Frezzetti

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